La mia preghiera per la fornace
Una telefonata improvvisa potrebbe cambiare la vita ad ognuno di noi. Ci ammaleremo. Perderemo i nostri cari. Arriveranno le prove. E non sappiamo quando la sofferenza colpirà noi.
Nel mio caso, è successo la mattina del giorno del Ringraziamento del 2009. Entrai nel soggiorno di casa nostra per dare il biberon a mia figlia più piccola, Norah. Le feci fare il ruttino. La rimisi nel suo seggiolino. Mi voltai. E poi mi svegliai in ospedale. Avevo avuto un attacco di epilessia, e mi fu diagnosticato un tumore al cervello allo stadio iniziale. Mi sottoposi ad un intervento chirurgico immediato, feci la chemioterapia e la radioterapia. Per i dottori avevo ancora pochi anni di vita.
Durante quel periodo, scoprii che i miei amici cristiani tendevano a dividersi in due gruppi. Il primo gruppo era tutto incentrato sulla volontà di Dio e sul pregare per la volontà di Dio. Il secondo gruppo era convinto che se io avevo fede e credevo che il Signore mi avrebbe guarito, allora sarei guarito.
Questi due gruppi spesso non vanno molto d’accordo, ma in realtà credo che possono aiutarsi a vicenda molto più di quanto si pensa. Uno ci dice come pregare per la guarigione, e l’altro ci dice come rispondere quando Dio non guarisce. Entrambi sono necessari. C’è una storia familiare del Vecchio Testamento in cui vediamo il bisogno di avere entrambi questi gruppi.
Una preghiera per la fornace
Forse ti ricorderai di Sadrac, Mesac e Abed-Nego dalle lezioni della scuola domenicale, tuttavia questa storia ha delle implicazioni dirette per come pensiamo alla guarigione e come preghiamo per la guarigione.
Per riassumere, il re Nabucodonosor fece erigere una statua d’oro e impose che il popolo di Dio, che era stato esiliato a Babilonia, la adorasse. Tre servitori di Dio, che avevano ruoli di autorità a Babilonia — Sadrac, Mesac e Abed-Nego — si rifiutarono di adorare la statua. Quando il re minacciò di gettarli dentro una fornace ardente a causa della loro disubbidienza, risposero dicendo:
Ma il nostro Dio, che noi serviamo, ha il potere di salvarci e ci libererà dal fuoco della fornace ardente e dalla tua mano, o re. Anche se questo non accadesse, sappi, o re, che comunque noi non serviremo i tuoi dèi e non adoreremo la statua d'oro che tu hai fatto erigere. (Daniele 3:17-18)
In altre parole, il nostro Dio può salvarci, noi crediamo che Dio ci salverà, e anche se non lo farà, continueremo a lodare il nome del Signore. Questo dovrebbe essere il nostro atteggiamento predefinito, non importa la situazione in cui ci troviamo, ma soprattutto quando stiamo attraversando la valle della sofferenza.
Il Signore può guarire
Dio è sovrano. “Il Signore fa tutto ciò che gli piace, in cielo e in terra,nei mari e in tutti gli oceani” (Salmo 135:6). Egli è il Creatore e il Sostenitore di tutte le cose, e ha il potere di fare tutto ciò che gli piace. Colossesi 1:16-17 dice, riferendosi a Cristo: “Poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui”. Qualunque sia la sofferenza che stiamo affrontando, sappiamo che Dio ha la potenza per intervenire, e sappiamo che ha la potenza per redimere e guarire ogni nostro dolore e ferita.
Il Signore guarirà
Dio non è solo onnipotente; è anche un Dio personale, e guarirà tutte le nostre infermità. “Benedici, anima mia, il Signore; e tutto quello ch'è in me, benedica il suo santo nome. Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermità” (Salmo 103:1-3). Per i suoi figli la questione non è se egli guarirà, ma solo quando e come. In un modo o nell’altro, egli ci libererà — dalla sofferenza, dal peccato, dalla morte. Dio ci ama e ha cura di noi (1 Pietro 5:6-7). Egli inclina il suo orecchio al grido del suo popolo. Il Salmo 34:17 dice: “I giusti gridano e il Signore li ascolta; li libera da tutte le loro disgrazie”. Dio ci invita a pregare, e ci promette che risponderà alle nostre preghiere (Matteo 7:7-8).
Se Dio non guarisce ora
Dio è buono. In tutte le Scritture, che rivelano chi è Dio e che cosa egli fa, vediamo che Dio è un Padre amorevole che sa che cosa è meglio per i suoi figli e che desidera il meglio per i suoi figli. Come ha fatto notare Gesù: “Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo 7:11). Possiamo avere fiducia che se Dio sceglie di non guarirci ora, egli sa qualcosa che noi non sappiamo — e che un giorno egli farà cessare la sofferenza e la morte una volta e per sempre.
Come pregare
La Bibbia ci concede la libertà non soltanto di pregare affinché sia fatta la volontà di Dio, ma di pregare con franchezza e coraggio per la guarigione, perché sappiamo che egli può guarire, che guarirà, e che alla fine la sua volontà sarà fatta in ogni cosa (Efesini 1:11). Non abbassiamo l’asticella perché Dio la scavalchi, né possiamo alzare troppo l’asticella per lui. Andiamo a lui credendo che egli guarirà, e credendo che se non lo farà, è perché ha un piano migliore e uno scopo superiore in mente.
La Bibbia ci chiede di pregare il Signore e di rivolgergli suppliche, chiedendogli di guarire. Perciò chiederò, credendo che Gesù Cristo guarirà me e le persone per cui sto pregando, ma poi aprirò le mie mani, affidando me stesso e gli altri alla volontà del mio Dio. Questo è l’esempio che Sadrac, Mesac e Abed- Nego ci hanno dato, ed è il modo in cui preghiamo nelle nostre prove:
Signore, so che tu puoi guarire. Signore, credo che tu guarirai. E se non guarisci ora, glorifica il tuo nome e conserva la mia fede in te.
Matt Chandler (@mattchandler74) è pastore della chiesa The Village Church di Dallas-Fort Worth, presidente di Acts 29, e autore del libro Joy in the Sorrow: How a Thriving Church (and its Pastor) Learned to Suffer Well.
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