Vuoi tu prendere Cristo come tuo sposo in ricchezza e povertà?

In Africa Occidentale si stava celebrando un matrimonio sotto un sole cocente. Le mura di paglia della chiesa non riuscivano a contenere tutti gli invitati. Dopo qualche ora, la musica e le danze cessarono. La sposa e lo sposo stavano mano nella mano di fronte al pastore. Egli pronunciava i voti e lo sposo li ripeteva: “Io prendo te come mia moglie, e prometto di amarti e onorarti finché morte non ci separi”.

Il pastore continuò: “In ricchezza e in povertà”. Con un sogghigno, lo sposo rispose: “In ricchezza e ancora in più ricchezza!” La congregazione scoppiò in risate e applausi. Preso alla sprovvista, il pastore tentò nuovamente. “In ricchezza e povertà”, disse in tono di rimprovero. Lo sposo, imbaldanzito, guardò il pastore in faccia e prese posizione: “In ricchezza e ancora in più ricchezza!”

Quando questo sposo pensava al suo futuro con la sua sposa, la loro vita coniugale aveva solo due possibilità: essere ricchi o ancora più ricchi. Gli era stato insegnato il vangelo della prosperità, che lo aveva indotto a credere che è lecito aspettarsi ricchezza e successo in questa vita. Ma Gesù, lo Sposo della chiesa, fa promesse diverse alla sua Sposa. Egli le darà ricchezze, ma solo dopo un tempo di sofferenza e prova.

Prosperità ora

Ogni volta che mi capitava di leggere qualcosa sul vangelo della prosperità, pensavo: Sicuramente questa è una caricatura. Nessuno ci crederebbe mai! Ma il tempo che ho trascorso in Africa Occidentale ha dimostrato che quella che pensavo fosse un’esagerazione non solo viene creduta, ma viene anche proclamata con zelo fervente.

Vicino a casa mia, una chiesa che predica il vangelo della prosperità trasmette ad alto volume i suoi messaggi alla comunità ogni mattina alle 6:00. È l’equivalente del vangelo della prosperità all’appello alla preghiera dei musulmani. Dagli altoparlanti rimbomba la promessa: “Tu puoi avere la casa dei tuoi sogni”. Ma Gesù dice alla sua Sposa che affidarsi a lui potrebbe portare a non avere una casa: “Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo” (Luca 9:58).

Un altro giorno gli altoparlanti assicurano che “godrai sempre di buona salute”. Ma il nostro patto matrimoniale con Gesù potrebbe lasciarci ammalati e vicini alla morte (Filippesi 2:27).

I predicatori giurano: “Tu avrai il primato e il maggiore successo nella tua famiglia”. Ma la fedeltà a Cristo potrebbe indurre gli altri a considerarti come “la spazzatura del mondo, come il rifiuto di tutti” (1 Corinzi 4:13).

La chiesa promette: “Farai progressi nelle tue relazioni. Avrai un matrimonio felice e prospero”. Ma Gesù, il nostro Sposo, dice dolcemente che il nostro fidanzamento potrebbe portare i membri della nostra famiglia a considerarci come loro nemici (Matteo 10:36).

Non ancora sposati

L’Africa subsahariana, inclusa la Liberia dove vivo, è piena di chiese condotte dal vangelo della prosperità. Ma per quanto le promesse e le benedizioni vengano urlate a gran voce, esse si scontrano con la verità della Scrittura. Suonano vuote, come le promesse di un’amante rispetto a ciò che offre il vero sposo (Osea 2:5–13).

La Bibbia racconta la storia di Dio (lo Sposo) e della sua Sposa (Ezechiele 16; Osea 1). Essa inizia con il matrimonio di Adamo ed Eva (Gen. 2) e si conclude con il banchetto nuziale di Gesù e della sua Sposa (Ap. 19:6–10; Ap. 21). Il matrimonio stesso è un simbolo che indica la relazione tra Cristo e la sua Sposa, la chiesa (Efesini 5:32).

Il matrimonio di Gesù con la chiesa è già una realtà, ma non ancora pienamente realizzata. I credenti appartengono a lui per mezzo di un patto solenne, ma questo patto è come un fidanzamento. Siamo promessi a Cristo e siamo uniti a lui, ma il matrimonio non è ancora stato consumato. Aspettiamo con ansia il giorno del suo ritorno, quando ci porterà nel regno eterno. Aspettiamo il giorno delle nostre nozze (2 Cor. 11:2).

Se siamo onesti, tutti preferiamo le promesse di avere salute, realizzazione, successo e ricchezza nel presente. Come credenti, quando attraversiamo la sofferenza siamo tentati di pensare che il nostro Sposo ci abbia lasciato e che non ritornerà (Cantico dei Cantici 3:1). Ma Gesù è lo Sposo fedele di cui ci si può fidare, perciò dobbiamo aspettarlo.

Il nostro Sposo amorevole 

Un barlume dell’eternità è visibile nella gioia che si irradia dal volto di uno sposo mentre la sua sposa raggiunge l’altare. Questa è una piccola immagine della gloria di Cristo quando egli vede la sua Sposa (Ap. 21:2). In quel giorno, Gesù la prenderà “per amarla e onorarla, da questo giorno in avanti”. Ma poi i voti tradizionali del matrimonio cambieranno. Egli non dirà: “In ricchezza e in povertà”. Invece, egli prometterà di essere nostro nei “tempi futuri” che sono pieni di “immensa ricchezza” (Efesini 2:7).

Mentre attende il giorno delle nozze, Gesù permette alla sua fidanzata di sperimentare la sofferenza (Atti 14:22). Ma egli non è indifferente e distaccato dal nostro dolore. Gesù è lo Sposo che “ha dato se stesso” e ha scelto liberamente la povertà per amore della sua Sposa: “essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventare ricchi” (Efesini 5:25; 2 Cor. 8:9). Queste ricchezze saranno godute dai credenti nella pienezza assoluta dopo il ritorno di Cristo.

Come uno Sposo fedele, Gesù sta preparando una dimora per la sua Sposa (Giovanni 14:1–4). Questa dimora sarà un luogo in cui non ci sarà né malattia né dolore, un luogo di gioia e prosperità, salute e compiutezza indescrivibile (Ap. 21:1–4). Mentre aspettiamo il giorno del matrimonio, Gesù ha promesso che non ci lascerà e non ci dimenticherà mai. Egli è con la sua amata, la porta in braccio (Deut. 33:27) e la sostiene (Cantico dei Cantici 8:5).

Il vangelo della prosperità svilisce il nostro matrimonio con Cristo. Esso ci offre la pienezza della gioia futura senza la fedeltà dell’attesa. Come cristiani dobbiamo chiederci se siamo disposti a prendere Cristo come nostro sposo qualora egli non ci prometta di darci tutto quello che vogliamo in questa vita. Siamo disposti a fidarci del nostro Sposo in ricchezza e in povertà?


Ryan Currie (ThM, Bethlehem College and Seminary) è il Preside del College e Seminario GraceLife, in Liberia. Si dedica alla formazione di leader di chiesa all’estero dal 2015 ed è un dottorando presso il South African Theological Seminary.

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