Che cos’è una “Comunità Missionale”?
In poche parole, è vivere insieme come discepoli di Gesù.
(Questo post è il secondo e ultimo di una serie sul vivere come discepoli ogni aspetto della vita. Leggi la prima parte qui.)
Vivere tutte sfere della vita nel discepolato (imparando a seguire, confidare, e ubbidire Gesù nelle cose di ogni giorno e formare gli altri a fare la stessa cosa) richiede sottomissione e ubbidienza alla Parola di Dio in tre contesti principali: vita su vita, vita in comunità, e vita in missione.
VITA SU VITA
Lo strumento di Dio per perfezionarti sono altre persone nella tua vita che si impegnano a portare allo scoperto le tue ferite e per applicarvi il vangelo di Gesù. Gli strati con i quali ci siamo ricoperti devono essere tirati via, e non possiamo farlo da soli. Dobbiamo stare vicini. Dobbiamo renderci visibili e farci conoscere. Questo è quello che chiamiamo discepolato vita su vita, una vita che è vissuta da vicino in modo da renderci visibili e accessibili gli uni gli altri, affinché altri possono togliere i vari strati e diventare partecipi del nostro ristabilimento. Gesù visse la sua vita con i suoi discepoli. Era abbastanza vicino a loro per conoscerli molto bene. Egli osservava ciò in cui credevano guardando come vivevano. Conosceva molto bene le loro debolezze da poter ravvisare il loro modo sbagliato di pensare, di credere e di agire. Vivevano allo scoperto, e in questo modo, Gesù li aiutò a essere ristabiliti.
VITA IN COMUNITÀ
Se osservi la vita e il ministero di Gesù, e poi quello dell’apostolo Paolo, sicuramente non concluderesti che il discepolato a tu per tu sia il metodo migliore. Gesù discepolò i suoi seguaci mentre vivevano la vita insieme in comunità. Sappiamo che “lo capirono” perché la storia di come continuarono a vivere ci dice che essi si dedicavano gli uni agli altri nelle cose ordinarie della vita di ogni giorno. Il modo in cui Gesù faceva discepoli non può essere replicato solo negli incontri a tu per tu. La chiesa è il corpo di Gesù. E’ composta di varie membra, ma è un solo corpo, per cui è necessario che molti di noi si impegnino alla crescita gli uni degli altri per aiutare ciascuno di noi a diventare più simile a Gesù … Affinché ciò accada, abbiamo tutti bisogno di circondarci di molte persone che amano Gesù. Ogni persona nel corpo di Gesù ha questa funzione. Sei stato destinato a svolgere un ruolo nella preparazione e nell’incoraggiamento di altri. Alla luce delle nostre caratteristiche uniche, Dio vuole che ognuno di noi sia attivamente coinvolto nel fare discepoli e che prepari altri a fare altrettanto.
VITA IN MISSIONE
Gesù non disse: “Venite in aula ed io vi formerò”. Non disse neppure: “Frequentate la sinagoga e sarà sufficiente così”. No, egli chiamò i discepoli ad andare con lui in missione (“Seguitemi”), e mentre essi erano in missione con lui, li formò per diventare persone che fanno discepoli (“Vi farò pescatori di uomini”). In altre parole, Gesù insegnò loro i fondamenti del fare discepoli mentre essi erano in missione per fare discepoli. Poterono osservare tutto quello che Gesù fece e disse. Videro come egli rimproverò i capi religiosi che ostacolavano l’entrata nel regno di Dio alla gente. Osservarono la sua compassione e la sua cura per le persone rovinate dal peccato. Non poterono ignorare la sua volontà a guarire e aiutare gli afflitti, e la potenza che egli esercitava sui demoni era evidente. Ascoltavano, osservavano, e imparavano nelle cose di tutti i giorni. Dopo un po’, egli li invitò a condividere una parte della sua opera. Certo, sbagliarono, e molto, ma egli era lì per aiutarli, correggerli, rimediare—per formarli—mentre essi erano nella sua missione. Stavano frequentando un corso di specializzazione per fare discepoli con Gesù. Dopo che i discepoli ebbero passato del tempo a osservare, imparare, e a far pratica sotto lo sguardo attento di Gesù, egli li mandò nel mondo per cominciare a fare quello che aveva insegnato loro. Non li mandò da soli; andarono insieme. Poi tornarono e riferirono a Gesù quello che era successo loro. E non andò tutto perfettamente, perciò Gesù dovette formarli nelle aree in cui erano deboli e carenti. Egli svolse questo tipo di formazione continua con loro per più di tre anni. Di conseguenza, quando infine egli ascese al cielo, erano stati preparati per adempiere la missione. La migliore formazione per la missione si riceve mentre si è in missione.
COMUNITÀ MISSIONALI
La necessità di questi tre contesti costituisce il fondamento di quelle che comunemente sono chiamate “comunità missionali”: la vita cristiana (e le identità e i ritmi del vangelo) non può essere vissuta in solitudine, né può essere messa in pratica come singolo individuo tra diverse decine o migliaia di persone, che è la situazione tipica di molte chiese americane. Il modo migliore per vivere come discepoli di Gesù è piuttosto insieme con altri discepoli, che hanno preso l’impegno reciproco a crescere nelle loro vite di fede, e a ricercare la missione di Dio insieme. Le comunità missionali non sono programmi ecclesiali; le comunità missionali sono la Chiesa. In altre parole, Dio vuole che il suo popolo viva e maturi in modo sano come discepoli di Gesù nel contesto di una comunità, e che cresca insieme nel vangelo e nella missione. E’ in questo tipo di comunità che il discepolato vita su vita, vita in comunità, e vita in missione avviene con più facilità.
(Tratto con permesso da Saturate Field Guide).
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Jeff Vanderstelt è il leader per la visione di Soma Family of Churches e il pastore guida per l’insegnamento alla Doxa Church di Bellevue (Washington, USA). Quando non è impegnato a predicare o a fare da mentore a fondatori di chiese, lui e la sua famiglia condividono la vita con la loro comunità missionale. E’ l’autore di Saturate: Being Disciples of Jesus in the Everyday Stuff of Life.
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