Il mansionario del cristiano
Quando ero un giovane studente di seminario, mi capitò di dover leggere un corposo commentario di un teologo olandese. Non avevo mai studiato l’olandese prima di allora, e ho avuto grosse difficoltà a capirne la sintassi.
Chiesi aiuto a uno studente più grande di me, che mi consigliò le annotazioni di un altro teologo che aveva analizzato l’opera di quel teologo Olandese. Ma quando le presi in mano, scoprii che erano più lunghe e più complesse dell’opera originale che stavo studiando!
Restiamo sul semplice
Durante i miei anni di studio accademico e di ministero pastorale, ho scoperto che per noi è fin troppo naturale complicare la fede sorprendentemente semplice alla quale siamo stati chiamati. La teologia e la dottrina sono importanti? Lo sono di sicuro, e non mi permetterei mai di sminuire la loro importanza, credo però che interpretiamo la vita cristiana in modo più complesso di come essa è descritta nella Bibbia.
Oggi vorrei ritornare ai fondamenti. Non sto suggerendo di fare nulla di radicale (come ad esempio disfarci di tutti i nostri commentari). Voglio solo leggere un brano della Scrittura versetto per versetto e vedere che cosa dice sul modo in cui dovremmo vivere.
Un testo che amo rileggere spesso è 1 Pietro 2:11-12.
"Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dalle carnali concupiscenze che danno l'assalto contro l'anima, avendo una buona condotta fra i pagani, affinché laddove sparlano di voi, chiamandovi malfattori, osservino le vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno in cui li visiterà".
Come dovrebbero vivere i cristiani? Ci sono tre aspetti principali in quello che definisco "Il mansionario del cristiano".
1. Vivere come stranieri
"Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini..."
Un pellegrino è una persona in viaggio o in pellegrinaggio, in cammino verso una destinazione finale e che si ferma temporaneamente in un luogo. Uno straniero è una persona che risiede in un luogo che non è la sua patria d’origine e nel quale non desidera restare. Siamo tu ed io. Questa terra non è il posto che noi, come cristiani, dovremmo considerare casa nostra. La nostra casa è l’eternità. L’eternità è in arrivo.
Ma il problema è questo: tu ed io ci sentiamo a nostro agio nella nostra casa temporanea. Ci piacciono il materialismo e l’orientamento al piacere della cultura occidentale. Misuriamo il successo in base ai metri quadri della nostra casa, alla quantità degli optional della nostra auto di lusso, all’ammontare del nostro assegno pensionistico, alla qualità della nostra arte culinaria e dal titolo che precede il nostro nome.
Vivere come cristiani autenticamente biblici significa vivere come stranieri, il che non significa essere anti-sociali e vivere in monasteri, ma vivere con un insieme di valori diversi. Penseremo a lungo termine, da qui a 10.000 anni nell’eternità. Le nostre giornate buone saranno tali perché il regno di Dio sta avanzando, non perché stiamo godendo di qualche piacere temporaneo più di ieri.
Stai vivendo come uno straniero? Ti svegli ogni mattina con il desiderio dell’eternità? Oppure ti senti troppo a tuo agio in questo soggiorno temporaneo?
2. Combattere come soldati
"Astenetevi dalle carnali concupiscenze che danno l’assalto contro l’anima..."
Non so se ne avverti la presenza, ma ogni giorno una guerra tra desideri si combatte nel campo di battaglia della tua anima. Che sia nel tuo matrimonio, con i tuoi figli, nel tuo posto di lavoro, con i tuoi vicini di casa o nella privacy delle tue scelte personali d’intrattenimento, due desideri si contendono il controllo del tuo cuore, che a sua volta si ripercuoterà sulle tue parole e sulle tue azioni.
Nei momenti di quotidiana interazione con le cose di questo mondo, le passioni della carne (il peccato) daranno l’assalto per ottenere il controllo del tuo cuore. Allo stesso tempo, la presenza dello Spirito di Dio dentro di te combatterà per la purezza della tua anima. Queste battaglie non si vincono con spade e scudi in uno stile spettacolare Hollywoodiano, ma dicendo "No!" diecimila volte ai tuoi desideri peccaminosi.
Se vogliamo vivere come veri cristiani biblici, dobbiamo vivere come guerrieri. Non nel senso di essere aggressivi e violenti, cercando di abbattere qualunque autorità esterna che non crede nella Bibbia, ma nel senso di astenerci dalle concupiscenze con umiltà e perseveranza, prendendo sul serio il peccato che è nei nostri cuori, non permettendogli di controllare le nostre parole e le nostre azioni.
Stai vivendo come un soldato? Ti svegli ogni mattina e ti prepari per la battaglia? O sei diventato troppo passivo, arrendendoti alle passioni della carne?
3. Rappresentare come ambasciatori
"Avendo una buona condotta fra i pagani..."
Il compito di un ambasciatore è di rappresentare costantemente e intenzionalmente un’autorità che non è fisicamente presente. Allo stesso modo, tu ed io siamo sempre "reperibili". Non c’è mai un momento nella vita (in vacanza, al lavoro, nel tuo vicinato, mentre fai acquisti in negozio, mentre ti alleni in palestra, o qualsiasi altra cosa), in cui non siamo chiamati a vivere con la mentalità di un servitore e l’attitudine di un ambasciatore.
Siamo idraulici del vangelo, insegnanti del vangelo, avvocati del vangelo, dottori del vangelo, musicisti del vangelo, agenti di commercio del vangelo, mamme e papà del vangelo e vicini di casa del vangelo. Siamo motivati da un’unica passione: che in un modo o nell’altro, Dio possa usare le nostre vite per raffigurare accuratamente le verità del vangelo e condurre persone alla fede che salva e libera.
Se vogliamo vivere come veri cristiani biblici, vivremo come ambasciatori. Parleremo facendo attenzione a quello che diciamo e usando parole che glorificano Dio. Vivremo con una condotta ammirevole che onora Cristo. Non tratteremo le nostre vite come se fossero nostre, vivremo invece per il Re dei Re.
Stai vivendo come un ambasciatore? Ti svegli ogni mattina tenendo conto del fatto che le tue parole e le tue azioni rappresentano Cristo? O hai preso le redini della tua vita, limitandoti a rappresentare Cristo ogni tanto e alle tue condizioni?
Non qualificato
Vi confesso una cosa. Non vivo sempre pensando di avere una destinazione; non vivo sempre con una mentalità da tempo di guerra; non vivo sempre con una mentalità da ambasciatore. Indulgo troppo nei piaceri di questo mondo e misuro il mio successo secondo parametri terreni. Mi sento troppo a mio agio con il mio peccato e penso che non sia distruttivo come in realtà è. Non faccio passi di fede per condividere il vangelo con le persone che Dio mi mette vicino quanto dovrei.
Se dovessi candidarmi per fare il lavoro del cristiano, l’ufficio delle Risorse Umane non impiegherebbe molto tempo a capire che non sono qualificato! Essere un cristiano, però, non consiste nel candidarsi per un lavoro; significa ricevere il dono della grazia, vivere in ubbidienza e seguire l’esempio di Cristo.
Sotto ogni aspetto, questo brano ci mostra Gesù. Egli fu lo straniero ideale; le volpi hanno delle tane, e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo (Luca 9:58). Egli fu il soldato ideale, che ha sacrificato valorosamente la sua vita per conquistare il peccato e la morte (Colossesi 2:15). Egli fu l’ambasciatore ideale, disceso dal cielo per compiere la volontà del Padre che lo aveva mandato (Giovanni 6:38).
E tu? Come sarà la tua settimana? Vivrai come un vero cristiano biblico?
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