Cinque domande per aiutarti a cambiare i pensieri indesiderati

Combatti con pensieri indesiderati?

Se è così, fai finta per un momento di entrare nel mio ufficio per una consulenza. Mi presento, ti stringo la mano e ti invito ad accomodarti. Chiacchieriamo per un po’ e al momento giusto, mi faccio avanti e ti chiedo: “Per quale motivo sei qui oggi? Come posso aiutarti?”

Inizi a parlarmi dei pensieri che ti turbano, ti spaventano o ti fanno sentire a disagio. Potrebbero essere collegati all’ansia o alla depressione. Forse sono pensieri che si rincorrono, pensieri invadenti, pensieri peccaminosi o pensieri irrazionali. I tuoi pensieri potrebbero essere pieni di parole cattive che dici a te stesso, interrogativi sulla tua fede, previsioni inutili sul futuro o ricordi di cose brutte che ti sono successe.

Se sei come molte persone che entrano nel mio ufficio, forse ti senti bloccato. Forse hai cercato di cambiare i tuoi pensieri respingendoli dalla tua mente, rendendoli prigionieri della Parola di Dio, cambiando la menzogna in verità e cercando di ridurli al silenzio. Nonostante i tuoi sforzi, questi pensieri sono rimasti.

Perché sei ancora bloccato? Forse il tuo approccio nel cambiare i tuoi pensieri è incompleto. Talvolta è necessario andare oltre le strategie cognitive che si rivolgono esclusivamente alla nostra mente. Dobbiamo riflettere su come anche le nostre storie, relazioni, emozioni e corpi influenzano i nostri schemi di pensiero. Ecco cinque domande che ti aiutano a esaminare i tuoi pensieri indesiderati.

1. Quando hanno avuto inizio i tuoi pensieri indesiderati?

È difficile cambiare i propri pensieri analizzandoli fuori da un contesto. Ci serve un contesto, e possiamo iniziare cercando di scoprire quando i tuoi pensieri indesiderati hanno avuto inizio. Individua un pensiero specifico contro cui spesso lotti. Esamina attentamente quel pensiero. Poi, chiudi gli occhi e lascia che la tua mente torni indietro. A quali persone, ricordi o esperienze è collegato? Non pensarci troppo, solo sii curioso di sapere dove la tua mente vaga. Potresti notare qualcosa di importante o di inaspettato che vale la pena discutere più approfonditamente.

I nostri pensieri affiorano dalle nostre storie. Molte volte essi nascono a seguito di eventi dolorosi. Spesso sono legati a messaggi che le persone ci hanno rivolto o esperienze significative che ci sono rimaste impresse. Cerca le origini dei tuoi pensieri e rifletti su ciò che scopri.

2. Chi conosce la piena verità riguardo la tua lotta?

Ti sei aperto con altre persone riguardo la tua lotta, o l’hai tenuta segreta? I pensieri che restano nel buio hanno bisogno di essere portati alla luce. Abbiamo bisogno di ascoltatori empatici, compagni di sofferenza e consulenti onesti che ascoltano i nostri pensieri senza censura e ci aiutano a filtrarli.

Vai a Dio. Parla con lui onestamente. Poi, individua una persona di cui ti fidi. Parla a questa persona dei tuoi pensieri più veri, più profondi. Portare i tuoi pensieri alla luce può togliere i pesi di cui non eri nemmeno a conoscenza.

3. Quali emozioni provi?

 

Mentre condividi i tuoi pensieri onestamente, fermati un momento e pensa a come ti senti. Quali emozioni provi? Ti vergogni per i tuoi pensieri? Fanno riaffiorare sentimenti di tristezza, di colpa o di paura? I tuoi pensieri indesiderati sono collegati a dolore profondo o rammarico costante? 

Identificare le tue emozioni può sembrare una cosa difficile, spiacevole e non  necessaria. Potresti essere tentato a sopprimere le tue emozioni o ad estraniarti da ciò che senti. Invece, rallenta. Resta con le tue emozioni per un momento. Esprimile a parole. Provale. Portale a Dio.

È probabile che questo sia il momento in cui avverti in modo più acuto il dolore dei tuoi pensieri indesiderati, ma è nel provare queste emozioni che potresti avvertire maggiormente la presenza di Dio. Egli è “vicino a quelli che hanno il cuore afflitto e salva gli umili di spirito” (Salmo 34:18). Egli è il tuo rifugio nelle difficoltà (Salmo 46:1). Puoi dare sfogo alle tue emozioni, o lasciare che esse ti portino al Signore.

4. Dove avverti i tuoi pensieri indesiderati nel tuo corpo?

Se questa domanda appare ridicola o disorientante, seguimi per un momento. Torna ai pensieri con i quali lotti spesso. Riportali alla mente. Medita su di essi per un po’. Pensa alle situazioni che ti ricordano e alle emozioni che li accompagnano. Poi rifletti su questa domanda: Dove li avverti nel tuo corpo? Potresti avvertire un pensiero ansioso nel tuo petto o un pensiero deprimente nel tuo stomaco. Un pensiero importuno potrebbe richiamare una sensazione fisica di spavento e un brutto ricordo potrebbe inondare il tuo corpo di sensazioni spiacevoli e angoscianti.

Sei un’anima che vive in un corpo. Il tuo corpo risponde al contenuto dei tuoi pensieri, e i tuoi pensieri sono influenzati dalla condizione del tuo corpo. Essere più consapevole della relazione tra i tuoi pensieri e il tuo corpo può aiutarti a elaborare un piano.

Un pensiero deprimente che fa venire il mal di stomaco potrebbe indicare il bisogno di farsi visitare da un medico. Forse devi rallentare e fare un respiro profondo prima di stabilire se un pensiero è utile o vero. Fare esercizio fisico, evitare la caffeina o dormire meglio sono cose che forse potrebbero aiutare. Quella soffocante sensazione di panico che avverti al petto potrebbe indurti a prendere in considerazione un’eventuale terapia farmacologica. Che cosa noti nel tuo corpo? E in che modo questa informazione ti spinge ad agire?

5. Dov’è Dio nella tua lotta?

Mentre rifletti su come i tuoi pensieri sono influenzati dalla tua storia, dalle tue relazioni, dalle tue emozioni e dal tuo corpo, ritorna continuamente a questa domanda. Dov’è Dio? E come ti sta aiutando?

Perha

Usa la Parola di Dio per esaminare i tuoi pensieri. Lascia che la sua Parola rivolga  la tua mente a tutte le cose vere, onorevoli, pure e amabili (Filippesi 4:8). Lascia che la Scrittura illumini il tuo sentiero verso pensieri che ricordano la verità del Vangelo. Ma non fermarti qui.

Ricorda anche che Dio è con te nella tua lotta. Forse egli ti darà ciò di cui hai bisogno per cambiare i tuoi pensieri, o forse questi pensieri sono la tua indesiderata spina nella carne (2 Corinzi 12:7). Se questo è il caso, sappi che la sua potenza si dimostra perfetta specialmente nella tua debolezza (2 Corinzi 12:9). Il suo amore per te non dipende dalla tua capacità di cambiare o di essere migliore.

Se hai difficoltà a sentire che Dio si compiace di te, lascia che ti aiuti. Il Salmo 147:11 dice: “il SIGNORE si compiace di quelli che lo temono, di quelli che sperano nella sua bontà”. Fai un respiro profondo con la bocca e manda fuori l’aria dal naso. Inspira di nuovo mentre ricordi a te stesso “il Signore si compiace”. Espira di nuovo e ricorda “di quelli che lo temono, di quelli che sperano nella sua bontà”. Fallo per cinque volte. Riposa qui con Dio per qualche istante. Porta questa verità nel tuo cammino per cambiare i tuoi pensieri. Porta questa verità nel resto della tua giornata.


Esther Smith (MA, Liberty University) ha conseguito un certificato professionalizzante dal Christian Counseling and Educational Foundation. È una consulente abilitata ed è la titolare di Christian Trauma Counseling. È anche l’autrice di A Still and Quiet Mind: Twelve Strategies for Changing Unwanted Thoughts (P&R Publishing, 2022) e Chronic Illness: Walking By Faith (P&R Publishing, 2020), ed è coautrice con Eliza Huie di The Whole Life: 52 Weeks of Biblical Self-Care (New Growth Press, 2021). Vive con suo marito nei pressi di Baltimore, dove frequentano Freedom Church. Puoi leggere altri suoi articoli su esthermariesmith.com.

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