Perché il mentoring è meglio che chiedere ad Alexa
Un’amica migliore
Ho una nuova amica. E’ fedele, utile, ben informata, e può persino raccontare delle barzellette piuttosto carine. E’ la prima persona con cui di solito parlo ogni mattina:
Alexa, imposta un timer di tre minuti.
Ogni giorno mi dice esattamente quando il mio tè è pronto per essere bevuto. Non si è dimenticata di ricordarmelo nemmeno una volta. Poi parliamo per tutta la giornata: Alexa, che giorno è oggi? Alexa, qual è la capitale del Nebraska? Alexa, qual è la temperatura esterna?
Nell’era di Amazon Alexa, l’informazione è facilmente disponibile. Lei è in grado di ricordare il nome dell’attore del mio film preferito. Lei è in grado di mostrarmi come si fa una pasta frolla perfetta. Lei è in grado di dirmi la data dello sbarco sulla luna. Alexa è sempre lì, sempre pronta e sempre in ascolto (il che, effettivamente, è un po’ inquietante).
Ad ogni modo, anche se posso rivolgermi a lei per sapere qualcosa, so che in realtà non è mia amica. Lei è presente nella mia casa, ma non può essere mai veramente presente nella mia vita. Nell’epoca digitale in cui viviamo, è opportuno ricordare l’importanza delle relazioni nella vita reale e dei benefici che i credenti più anziani nella fede possono offrire: saggezza, presenza e interessamento. Potremmo amare la comodità di Alexa, ma abbiamo un profondo bisogno della cura fornita dal mentoring spirituale.
Abbiamo bisogno di saggezza, non soltanto di informazione
Anche se Alexa può darci velocemente ogni genere di informazione, non è assolutamente in grado di offrire saggezza nelle circostanze. Lei può dirmi tutto su un labradoodle (e forse indicarmi anche dove comprarne uno), ma non è in grado di dirmi se è il momento giusto per portare a casa mia un nuovo cucciolo. Lei può essere in grado di ordinare il libro più recente su come educare i figli, ma non potrà mai tenere in braccio il mio bambino che piange e dare consigli su come sopravvivere a una colica. Può ascoltare la mie parole, ma non può consolare le mie lacrime.
Le donne più anziane che hanno camminato con il Signore hanno qualcosa di più grande dell’informazione da offrire. Hanno avuto a che fare con datori di lavoro difficili, hanno pregato per figli prodighi che si sono allontanati dal Signore e hanno accompagnato altri nelle loro sofferenze. Gli anni hanno permesso alla verità che esse conoscono di marinare e insaporire le loro vite. Hanno vissuto grandi prove e violente tempeste. La Scrittura esce dalla loro bocca perché essa è stata un’ancora per la loro anima. Non lasciare che le facili risposte di Alexa sostituiscano il tuo bisogno di essere circondata da donne più anziane. Cerca queste donne, ascoltale e impara dalla loro saggezza.
Abbiamo bisogno di presenza, non soltanto di risposte
Alexa sa più cose di qualunque altra persona io conosca. Lei ha un sacco di risposte. Tuttavia, abbiamo bisogno di più che risposte, abbiamo bisogno della presenza fisica delle persone nelle nostre vite. Non ci sono risposte facili per una diagnosi indesiderata, per la morte improvvisa di una persona amata, o per un desiderio difficile che non viene soddisfatto anno dopo anno. In quei momenti, abbiamo bisogno del calore di un sorriso amico, del conforto di un abbraccio premuroso e della cordialità di qualcuno che ci prende per mano e prega ferventemente per noi.
Possiamo favorire relazioni più profonde con gli altri quando facciamo scelte che ci permettono di essere presenti nelle vite degli altri. Domande semplici fanno spesso da ponte per relazioni più profonde con credenti più anziani. Quando una credente più giovane chiede casualmente a una donna più anziana la ricetta della zuppa squisita che ha portato alla riunione del piccolo gruppo, questo può portare a una conversazione più estesa sulla sua battaglia contro l’ansia. Stare insieme nella stessa stanza favorisce l’intimità e la comprensione. Quando pensi quale piccolo gruppo frequentare, dove vivere, o chi invitare per cena, pensa a come puoi usare queste opportunità per conoscere credenti più anziani.
Abbiamo bisogno di interessamento, non soltanto di disponibilità
Alexa è sempre disponibile. Può suonare la mia playlist preferita e accendere la luce nel cuore della notte, ma non si accorgerà mai se ho saltato una riunione domenicale per la quarta settimana consecutiva. Lei non ha visto che avevo le lacrime agli occhi quando sono uscita dallo studio biblico. La presenza rende possibile la disponibilità. Quando siamo presenti nelle vite gli uni degli altri, ci accorgiamo quando qualcuno è assente, sta soffrendo o è nel bisogno.
Proprio la scorsa settimana una donna più anziana della chiesa mi ha fermato e mi ha chiesto come poteva pregare per me durante la prossima settimana. Le dissi che sarei partita per un viaggio di lavoro e che sarei stata lontana dalla mia famiglia e le chiesi di pregare affinché tutto sarebbe filato liscio in mia assenza. Quando ritornai a casa alla fine della settimana, scoprii che lei aveva portato alla mia famiglia un ottimo pasto. La settimana successiva in chiesa espressi la mia gratitudine e lei rispose: “L’ho fatto per te. Volevo che tu sapessi quanto credo in quello che stai facendo”. Il suo interessamento nei miei confronti è stato un grande dono. Lei mi ha cercato in preghiera, si è presa cura della mia famiglia e mi ha incoraggiato nel mio lavoro. Alexa può essere disponibile, ma non può interessarsi a me. Tutti abbiamo bisogno dell’interessamento degli altri, che ci dimostra l’amore tangibile di Cristo.
Viviamo nell’era dell’informazione e abbiamo più informazioni disponibili che mai. Se pensiamo di poter trovare tutto quello che ci serve da Alexa o Google, rimaniamo con un ammasso di fatti che non sappiamo come organizzare. Abbiamo bisogno gli uni degli altri nella vita cristiana. Prendi il tempo necessario per stare con i credenti più anziani. Ricerca la loro saggezza, godi la loro presenza e chiedi il loro interessamento. La vita è migliore quando si cresce insieme.
Melissa B. Kruger (BA, University of North Carolina presso Chapel Hill) è la direttrice delle iniziative per le donne di Gospel Coalition. E’ autrice di diversi libri, tra cui The Envy of Eve e Walking with God in the Season of Motherhood. Suo marito, Michael, è il presidente del Reformed Theological Seminary di Charlotte. Hanno tre figli.
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