La Dichiarazione di Nashville
Agosto 2017
Uno dei temi attualmente maggiormente dibattuti è sicuramente quello della sessualità umana. Sempre di più la posizione biblica viene messa sotto attacco e minata. In vista del proliferare di una crescente confusione su come posizionarsi di fronte a questo soggetto, durante agosto 2017, alcuni massimi esponenti dell’evangelismo hanno redatto e approvato una dichiarazione congiunta - la Dichiarazione di Nashville.
Per iniziare, riportiamo sotto un breve articolo introduttivo di John Piper e poi il testo tradotto dell'Affermazione.
“Negli ultimi anni, l’esaltazione dei tentativi di trasformare se stessi da maschio a femmina, o da femmina a maschio, e la normalizzazione dell’attrazione per lo stesso sesso, incluso il cosiddetto “matrimonio di coppie dello stesso sesso”, hanno riconfigurato il panorama mondiale sull’etica sessuale. La Dichiarazione di Nashville giunge perciò di questi tempi in modo provvidenziale e incoraggiante. Concentrandosi su questo nuovo panorama etico, la dichiarazione si prefigge di aiutare a chiarire le convinzioni cristiane.
Tenebre funeste, luce meravigliosa
Venerdì scorso, 25 Agosto, il Consiglio sulla mascolinità e la femminilità bibliche (CBMW) e la Commissione sull’etica e la libertà religiosa (ERLC) hanno ospitato congiuntamente un incontro di leader cristiani a Nashville. Scopo dell’incontro era la stesura e l’approvazione della Dichiarazione di Nashville, nella speranza di fornire uno standard biblicamente fedele nei nostri giorni su queste questioni particolari della sessualità umana. Ho letto la dichiarazione con un misto di gioia e dolore, il che è inevitabile quando si getta una luce meravigliosa su tenebre funeste. Dopo aver ricevuto la copia del testo definitivo, ho scritto la seguente nota di approvazione:
La Dichiarazione di Nashville è un manifesto cristiano su questioni relative alla sessualità umana. Essa parla in modo chiaro e senza mezzi termini, con convinzione biblica, compassione del vangelo, rilevanza culturale e utilità pratica. Non è stata redatta in modo ambiguo per ottenere consensi ampi ma confusi.
Essa è fondata sulla convinzione che le Scritture cristiane parlano con chiarezza e autorità per il bene dell’umanità. E’ permeata dalla consapevolezza che tutti noi siamo peccatori bisognosi della grazia di Dio in Gesù Cristo. Essa afferma gioiosamente che nessuna forma di peccato sessuale è al di fuori della possibilità di ricevere perdono e guarigione. Essa tocca le questioni più importanti e pressanti del momento, senza presumere di essere un piano per l’azione politica. Credo altresì che si rivelerà molto utile a migliaia di pastori e leader desiderosi di fornire una guida saggia, biblica e misericordiosa alla loro gente.
La differenza tra la Dichiarazione di Nashville e la Dichiarazione di Danvers, redatta alla fine degli anni 80 da CBMW, è che esse affrontano questioni diverse. La Dichiarazione di Danvers spiegava e formulava osservazioni sul complementarianismo rispetto all’egalitarismo. L’attenzione si concentrava sul significato della mascolinità e della femminilità nel matrimonio e nella leadership di chiesa. Il punto fondamentale era che Dio ha chiamato gli uomini ad assumere il ruolo di guide nei loro matrimoni seguendo l’esempio di Cristo (Efesini 5:23, 25), e a farsi carico della responsabilità di insegnare e di guidare con autorità nella chiesa (1 Timoteo 2:12–13).
Un Manifesto moderno
Le realtà dell’omosessualità e del transgenderismo affrontate nella Dichiarazione di Nashville erano appena accennate nella Dichiarazione di Danvers. La motivazione numero 5 della Dichiarazione di Danvers segnalava “la legittimazione di relazioni sessuali tradizionalmente e biblicamente inaccettabili e lo sviluppo della pornografia che facilitano la diffusione di una visione perversa della sessualità umana”. E l’affermazione conclusiva (numero 10) dichiarava profeticamente: “Siamo persuasi che rigettare o trascurare questi principi comporterà effetti sempre più nocivi nella nostra vita di famiglia, nelle chiese e nella nostra società nel senso più ampio del termine”.
Questi “effetti sempre più nocivi” sono arrivati. La Dichiarazione di Nashville si occupa di questi effetti. Spero che la leggerete con attenzione. Preghiamo che in questo manifesto il mondo ascolti una chiamata profetica e misericordiosa a sottomettersi a Cristo, e che la chiesa oda la chiamata a rimanere salda nella bellezza e nella verità che Dio ci ha dato nella sua parola.”
(John Piper, Desiring God, 29 agosto 2017)
DICHIARAZIONE DI NASHVILLE
Una coalizione a difesa della sessualità biblica
“Riconoscete che l’Eterno è Dio; è lui che ci ha fatti, e non noi da noi stessi…” (Salmo 100:3)
Preambolo All’alba del ventunesimo secolo i cristiani evangelici si trovano a vivere in un periodo di cambiamenti epocali. La cultura occidentale, sempre di più post-cristiana, ha intrapreso una massiccia riformulazione del significato di essere umano. In generale lo spirito del nostro secolo non discerne né gioisce della bellezza del piano di Dio per la vita umana. Molti negano che Dio abbia creato gli esseri umani per la sua gloria, e che i suoi buoni propositi per noi includano l’averci creato individualmente e fisicamente maschi e femmine. E’ comune credere che l’identità umana in quanto maschio e femmina non sia parte del meraviglioso piano di Dio, ma che sia invece l’espressione della libera scelta dell’individuo. Il sentiero che conduce a una gioia piena e duratura mediante il piano benevolo di Dio per le sue creature è così sostituito dal sentiero di alternative miopi che, prima o poi, rovinano la vita umana e disonorano Dio.
Questo spirito secolare della nostra epoca costituisce una grande sfida per la chiesa cristiana. La chiesa del Signore Gesù Cristo perderà la sua convinzione biblica, la sua chiarezza e il suo coraggio assimilandosi piuttosto allo spirito di questo secolo? O si aggrapperà alla parola di vita, traendo coraggio da Gesù, e proclamerà senza vergogna la sua via quale modo di vivere? Continuerà a portare la sua testimonianza chiara e contro-culturale a un mondo che pare andare in rovina?
Siamo persuasi che l’essere fedeli nella nostra generazione significhi dichiarare nuovamente la vera storia del mondo e il nostro posto in esso, soprattutto in quanto maschi e femmine. La Scrittura cristiana insegna che c’è un solo Dio che è l’unico Creatore e Signore di tutto. A lui solo ogni persona deve il ringraziamento di vero cuore, la lode sincera e la fedeltà totale. Questa è la via non solo per glorificare Dio, ma anche per conoscere noi stessi. Dimenticare il nostro Creatore significa dimenticare chi noi siamo, poiché egli ci ha creati per se stesso. Non possiamo davvero conoscere noi stessi senza conoscere davvero colui che ci ha creati. Non ci siamo creati da soli. Non apparteniamo a noi stessi. La nostra vera identità, in quanto persone maschio e femmina, ci è stata data da Dio. Cercare di essere diversi da come Dio ci ha creati non è solo folle, ma è pure inutile.
Crediamo che il piano di Dio per la sua creazione e la sua via di salvezza abbiano lo scopo di dare a lui la gloria suprema e di procurare a noi il massimo bene. Il buon piano di Dio ci offre la più grande libertà. Gesù ha detto che è venuto affinché avessimo vita, e l’avessimo in abbondanza. Egli è per noi, non contro di noi. Pertanto, nella speranza di servire la chiesa di Cristo e di testimoniare pubblicamente i buoni propositi di Dio per la sessualità umana rivelati nella Scrittura cristiana, presentiamo le seguenti affermazioni e negazioni.
Articolo 1
AFFERMIAMO che Dio ha creato il matrimonio per essere un’unione pattizia, sessuale, procreativa, e che duri per tutta la vita fra un uomo euna donna, come marito e moglie. Essa ha lo scopo di indicare il patto d’amore tra Cristo e la sua sposa, la chiesa.
NEGHIAMO che Dio abbia creato il matrimonio per essere una relazione omosessuale, poligama o poliamorosa. Neghiamo altresì che il matrimonio sia un semplice contratto umano anziché un patto fatto davanti a Dio.
Articolo 2
AFFERMIAMO che la volontà rivelata di Dio per tutti gli esseri umani è la castità al di fuori del matrimonio e la fedeltà all’interno del matrimonio.
NEGHIAMO che qualsivoglia sentimento, desiderio o legame giustifichi mai rapporti sessuali prima o al di fuori del matrimonio o che giustifichi qualunque forma di immoralità sessuale.
Articolo 3
AFFERMIAMO che Dio creò Adamo ed Eva, i primi esseri umani, a sua immagine, pari davanti a Dio come persone, e distinti come maschio e femmina.
NEGHIAMO che le differenze decretate da Dio tra maschio e femmina li rendano diversi in dignità o valore.
Articolo 4
AFFERMIAMO che le differenze decretate da Dio tra maschio e femmina rispecchiano il Suo piano originale per la creazione e sono intese per il bene dell’umanità e per la sua prosperità.
NEGHIAMO che tali differenze siano un risultato della Caduta o una tragedia da superare.
Articolo 5
AFFERMIAMO che le differenze negli organi riproduttivi tra maschio e femmina sono parte integrante del piano di Dio per la concezione di sé come maschio o femmina.
NEGHIAMO che anomalie fisiche o condizioni psicologiche annullino il legame stabilito da Dio tra il sesso biologico e la concezione di sé come maschio o femmina.
Articolo 6
AFFERMIAMO che quanti nascono con una disfunzione fisica dello sviluppo sessuale sono creati all’immagine di Dio e hanno pari dignità e valore rispetto a tutti gli altri che portanol’immagine di Dio. Essi sono riconosciuti dal nostro Signore Gesù nelle sue parole riguardo agli “eunuchi che sono tali dalla nascita”. Essi sono accolti insieme a tutti gli altri seguaci fedeli di Gesù Cristo e dovrebbero accettare il loro sesso biologico nella misura in cui esso possa essere noto.
NEGHIAMO che le ambiguità legate al sesso biologico di una persona la renda incapace di vivere una vita proficua in gioiosa obbedienza a Cristo.
Articolo 7
AFFERMIAMO che la concezione di sé come maschio o femmina dovrebbe essere definita dai santi propositi di Dio nella creazione e nella redenzione così come rivelati nella Scrittura.
NEGHIAMO che adottare una concezione di sé omosessuale o transgender sia coerente con gli scopi santi di Dio nella creazione e nella redenzione.
Articolo 8
AFFERMIAMO che le persone attratte dallo stesso sesso possono vivere una vita abbondante e fruttuosa gradita a Dio mediante la fede in Gesù Cristo, camminando, come tutti i cristiani, in purezza di vita.
NEGHIAMO che l’attrazione sessuale per lo stesso sesso faccia parte della bontà naturale della creazione originale di Dio, o che collochi una persona al di fuori della speranza del vangelo.
Articolo 9
AFFERMIAMO che il peccato distorce i desideri sessuali allontanandoli dal patto matrimoniale e dirigendoli verso l’immoralità sessuale, distorsione che include sia l’immoralità eterosessuale sia quella omosessuale.
NEGHIAMO che un desiderio continuativo per l’immoralità sessuale giustifichi comportamenti sessuali immorali.
Articolo 10
AFFERMIAMO che approvare l’immoralità omosessuale o il transgenderismo è un peccato e che tale approvazione costituisca un fondamentale allontanamento dalla fedeltà e dalla testimonianza cristiana.
NEGHIAMO che l’approvazione dell’immoralità omosessuale o del transgenderismo sia una questione di indifferenza morale verso la quale cristiani altrimenti fedeli possono essere d’accordo o meno.
Articolo 11
AFFERMIAMO il nostro dovere di dichiarare sempre la verità con amore, anche quando parliamo tra di noi o riguardo a noi come maschio o femmina.
NEGHIAMO qualunque obbligo a parlare in modi che rechino disonore al piano di Dio per gli esseri umani creati a sua immagine come maschio e femmina.
Articolo 12
AFFERMIAMO che la grazia di Dio in Cristo dona sia un perdono misericordioso sia una potenza trasformatrice, e che questo perdono e questa potenza consentono al seguace di Gesù di mettere a morte i desideri peccaminosi e di camminare in modo degno del Signore.
NEGHIAMO che la grazia di Dio in Cristo sia insufficiente per perdonare ogni tipo di peccato sessuale e dare potenza per la santificazione a ogni credente che si sente attratto dal peccato sessuale.
Articolo 13
AFFERMIAMO che la grazia di Dio in Cristo metta in grado i peccatori di rinunciare a concezioni di sé transgender e di accettare con sopportazione divina il legame stabilito da Dio tra il sesso biologico di una persona e la propria concezione di sé come maschio o femmina.
NEGHIAMO che la grazia di Dio in Cristo approvi concezioni di sé che siano in contraddizione con la volontà rivelata di Dio.
Articolo 14
AFFERMIAMO che Gesù Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori e che mediante la morte e la risurrezione di Cristo il perdono dei peccati e la vita eterna sono disponibili per ogni persona che si ravveda dal peccato e confidi in Cristo solo quale Salvatore, Signore e tesoro supremo.
NEGHIAMO che il braccio del Signore sia troppo corto per salvare, o che qualche peccatore non possa essere raggiunto da lui.
Qui trovi un elenco aggiornato di firmatari: https://cbmw.org/nashville-statement/